Arte X i Cre 2015 | Le foto migliori della terza settimana

Gorle, Alzano, Stezzano, Azzano, Zanica, Osio Sotto, Terno d’Isola, Pradalunga, Presezzo, Sabbio e Cenate sono i Cre che sono venuti a farci visita durante la terza settimana di Arte X i Cre. Tra promettenti Masterchef, originali cerimonie del the e pranzi perfetti, ce n’è stato davvero per tutti i gusti!

Ecco a voi le foto migliori della terza settimana!

Arte X i Cre 2015 | Le foto migliori della seconda settimana

Una settimana intensa ha visto protagonisti tra i Cre della città di Bergamo quelli del Seminarino (Città Alta), Pignolo, Nembro, Sola, Nese, San Paolo d’Argon, Arcene. Più da lontano sono invece giunti a passare la giornata con noi Pioltello (MI), San Zeno Vescovo di Desenzano (BS) e Calolzio (LC). Vi lasciamo con le foto più belle della seconda settimana!

Arte X i Cre 2015 | Le foto migliori della prima settimana

3, 2, 1… si comincia! Ha finalmente avuto inizio la settima edizione di ARTE X I CRE. Questa prima settimana ci sono venuti a trovare i cre di Albano, Chiuduno, Rossino-Calolziocorte, Redona, S. Lucia (BG), la scuola primaria Montessori e due cre milanesi: Sant’Anrea di Pioltello e Pozzuolo Martesana.

Vi lasciamo con le foto migliori della settimana… buon Cre a tutti!

ANDARE A FONDO | Caffè d’artista: il Cabaret Voltaire

Il 4 febbraio 1916 apparve sul giornale di Zurigo uno strano annuncio: “Cabaret Voltaire. Con questo nome si è costituita un’associazione di giovani artisti e letterati al fine di creare un luogo per l’intrattenimento artistico. Il cabaret sarà animato da artisti ospiti che durante spettacoli quotidiani presenteranno rappresentazioni musicali e letterarie. I giovani artisti di Zurigo, qualunque sia il loro orientamento, sono invitati a partecipare mediante suggerimenti e contributi di ogni tipo”.

Nasceva così uno dei luoghi più importanti dell’avanguardia Dada, il Cabaret Voltaire, spazio in cui mostre, spettacoli, concerti, performance e letture si fondono, trasgredendo la regola ottocentesca che attività artistica e vita materiale debbono essere separate. Prototipo di tutti quei locali che nel corso del Novecento saranno animati da ogni genere d’artista, questo Caffè rappresenta il punto di inizio di quell’arte non più intesa come semplice opera, ma come un evento vero e proprio.

Il caffè d’artista diventa così palcoscenico di forme sperimentali, teatro dell’eccesso, opera perfettamente funzionante. Questo modello verrà portato a Roma con il Bal Tik Tak con la decorazione geometrica di Giacomo Balla e a Strasburgo nell’Aubette disegnato da Theo van Doesburg secondo la poetica del neoplasticismo.

Protagonista delle attività paradossali e sperimentali del Cabaret Voltaire è il poeta e drammaturgo tedesco Hugo Ball, che raccoglie intorno a sé figure artistiche di rilievo come Hans Arp e Tristan Tzara e che travolgerà tutti con spettacoli Dada, cioè “una buffoneria sbucata dal nulla”, in cui testi e poesie si mescolano a parole e suoni inarticolati alternati a pezzi di solo rumore.

Il Cabaret Voltaire diventerà così luogo utopico in cui tutto è possibile.